Il Medio Oriente, il Golfo e il sistema di difesa arabo e occidentale
Segnalo un’interessante analisi di Lorenzo Nannetti su Equilibri.net, circa l’apparato militare arabo filo-occidentale e occidentale stesso nel Medio Oriente e nella penisola del Golfo in particolare, nell’ottica di un eventuale attacco armato contro l’Iran e, di conseguenza, di una possibile rappresaglia iraniana.
Il contrasto tra Iran e Occidente riguardo al programma nucleare di Teheran si è recentemente intensificato e nuovamente si alzano i rischi di uno scontro militare. Gli effettivi e gli equipaggiamenti di un’eventuale coalizione occidentale appaiono imponenti, guidati da un apparato militare USA che rimane il più consistente della regione. Tuttavia non tutte le forze sono realmente disponibili ed è pertanto improbabile che, in caso di conflitto, tale contingente possa venire impegnato in operazioni che non siano prevalentemente aeronavali e di bombardamento. […]
[…] I recenti sviluppi sul programma nucleare iraniano hanno riproposto il rischio di conflitto armato nella regione. La rivelazione dell’esistenza del sito per l’arricchimento dell’uranio presso Qom ha infatti confermato l’ambiguità delle dichiarazioni della leadership di Teheran sul proprio programma di ricerca, accrescendo l’ansia della comunità internazionale riguardo al vero fine. In particolare USA, Gran Bretagna e Francia hanno assunto un atteggiamento più fermo; oltre a minacciare sanzioni più pesanti in caso di continua mancata cooperazione, hanno velatamente suggerito la possibilità del ricorso alla forza nel caso le altre opzioni falliscano. Per quanto tale evenienza appaia ancora remota, vale la pena analizzare la presenza militare occidentale e filo-occidentale nella regione per comprendere gli elementi che potrebbero caratterizzare un eventuale sforzo bellico contro Teheran, escludendo le Forze Armate israeliane. […]
[…] Non basta avere un esercito imponente per essere in grado di effettuare un qualsiasi tipo di operazione nella regione, serve prima di tutto un sistema di infrastrutture, basi, linee di comunicazione e rifornimento adeguato per permettergli di operare. Se si dovesse giungere a un conflitto con l’Iran, al momento solo marina e aviazione ne dispongono a sufficienza e dunque solo l’opzione dei bombardamenti aeronavale risulta plausibile, supportata da azioni di commando. Tuttavia una qualsiasi operazione deve confrontarsi con la difficoltà dell’individuazione dei bersagli, la resistenza dei difensori e la loro capacità di reazione, simmetrica ma soprattutto asimmetrica.
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