L’Iran nel dopo-elezioni e l’Italia: Policy Brief
E’ stato pubblicato il Policy Brief curato da me e Davide Tentori sui rapporti tra Iran ed Italia nella prospettiva del dopo-elezioni. Queste le indicazioni principali per il governo di Roma:
- L’Italia, in qualità di Presidente di turno del G-8, potrebbe invitare l’Iran al tavolo di dialogo sulla sicurezza dei Ministri degli Affari Esteri che si terrà a Trieste tra il 25 ed il 27 giugno prossimi. In tale contesto il nostro governo potrebbe impegnarsi in un’azione diplomatica per la stabilizzazione in Afghanistan, Paese in cui è impegnato anche l’Esercito italiano. L’Iran, infatti, non può essere estromesso da un simile tavolo di discussione, avendo dei confini con l’Afghanistan ed influenzandone gli equilibri interni.
- Nell’interesse comune di Italia, Stati Uniti ed Unione Europea e con l’ausilio delle altre organizzazioni internazionali presenti sul campo, il nostro governo dovrebbe seguire costantemente le evoluzioni della situazione nella regione sud-orientale del Sistan-Baluchistan. La zona, a maggioranza baluchi e sunnita, è stata nei giorni scorsi al centro di attentati e tentativi di destabilizzazione. Quest’area ha un’importanza primaria nelle rotte del narcotraffico dall’Afghanistan verso l’Occidente; inoltre il Baluchistan pakistano è strategicamente importante per le truppe in Afghanistan, quale possibile rotta suppletiva alle linee di rifornimento, rispetto al passo del Khyber.
- Qualunque sia il risultato delle elezioni presidenziali, il governo di Roma, quale rappresentante del maggiore interscambio commerciale con l’Iran rispetto agli altri Paesi dell’UE (circa 6 miliardi di euro, il 25% di tutti gli scambi Iran-UE), dovrebbe impegnarsi da subito per stabilire dei contatti diplomatici e fare pressioni per la risoluzione delle controversie tra Teheran e il mondo occidentale. Con tale scopo, l’Italia avrebbe bisogno di fare pressioni con gli alleati per un eventuale ingresso nel gruppo di negoziazione dei “5+1”. In tale prospettiva Roma potrebbe sfruttare il suo recente ingresso anche nell’INPRO (International Project of Innovative Nuclear Reactors an Fuel Cycle) nell’ambito dell’AIEA.
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